Autore: alaudabroker

  • Xylella, 30 milioni per i reimpianti. Cosa sappiamo e cosa manca

    Il 15 ottobre Regione Puglia e AGEA hanno presentato a Bari un bando di prossima pubblicazione. Vale 30 milioni di euro e serve a ripristinare il potenziale produttivo delle aziende colpite dalla Xylella. Finché l’avviso non esce, quello che si sa viene dalla presentazione.

    Cosa è stato annunciato

    I contributi sono a fondo perduto e calcolati su costi standard. Per gli oliveti con densità originaria superiore a 201 piante per ettaro il massimale è di 15.000 euro per ettaro, e il contributo per beneficiario e progetto deve restare sotto i 600.000 euro. La copertura arriva fino al 100% dei costi ammissibili.

    Le strade sono due. Si può ricostituire l’oliveto con cultivar resistenti o tolleranti, oppure riconvertire verso altre colture arboree ammesse. Il bando finanzia gli investimenti, non i redditi persi negli anni passati.

    Requisiti e vincoli: accesso limitato alla zona infetta da Xylella fastidiosa subsp. pauca, danno al patrimonio olivicolo di almeno il 30%, sostituzione di almeno 100 olivi con un numero di piante reimpiantate non inferiore a quelle estirpate. Possono partecipare anche le aziende che hanno espiantato da aprile 2019.

    I progetti collettivi hanno priorità. Possono presentarli le cooperative olearie con almeno 25 soci e 50 ettari, e le organizzazioni di produttori con almeno 50 soci e 100 ettari.

    L’istruttoria è automatizzata sul SIAN: AGEA fa i controlli, la Regione approva graduatoria e concessione. I lavori vanno chiusi entro 12 mesi dalla concessione e l’investimento va mantenuto per almeno cinque anni dal saldo.

    Il tema degli anticipi

    Della liquidità non si è parlato. Il precedente però è chiaro. Nella misura “Reimpianto olivi zona infetta” del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola, l’anticipo arrivava al 50% del contributo concesso. Serviva una garanzia fideiussoria, bancaria o assicurativa, pari al 110% dell’anticipo, consegnata in originale alla Regione Puglia. Il riferimento è la determinazione n. 380 del 1° giugno 2022, pubblicata sul BURP n. 64 del 9 giugno 2022. Se il nuovo avviso seguirà lo stesso schema lo dirà il testo.

    Se la garanzia andrà invece a favore di AGEA come organismo pagatore, valgono le sue istruzioni operative. AGEA esclude gli enti garanti inseriti in un proprio elenco e rifiuta le garanzie emesse da quegli enti o non conformi ai modelli, negando il pagamento dell’aiuto. Il modello si genera sul sistema con un barcode. Una polizza formalmente corretta ma emessa dal soggetto sbagliato non sblocca l’anticipo.

    Dove sta il rischio

    L’istruttoria automatica sposta il problema. L’ammissibilità viene verificata a monte sulle banche dati, quindi il rischio si concentra sull’esecuzione: piantare entro dodici mesi e mantenere l’impianto per cinque anni. È lì che un anticipo può trasformarsi in una restituzione.

    Il contesto spinge nella stessa direzione. Alla presentazione l’assessore Paolicelli ha collegato i controlli automatici alla necessità di evitare i problemi emersi in passato. Il direttore di AGEA ha riferito verifiche straordinarie, attivate dal MASAF, su oltre 55 milioni di fondi, con circa 27,1 milioni di posizioni da approfondire. Con controlli più stretti, chi garantisce l’anticipo deve guardare meno al fascicolo e di più alla capacità reale dell’azienda di portare a termine l’impianto.

    Cosa possiamo fare

    Se l’avviso prevederà l’anticipo su garanzia, valutiamo le cauzioni per conto degli intermediari che seguono aziende agricole, cooperative e organizzazioni di produttori. Partiamo dal testo del bando, dal soggetto beneficiario della garanzia e dalla solidità del contraente. Aggiorneremo questa pagina quando l’avviso sarà pubblicato.

    Fonti: Il Sole 24 Ore; resoconto della presentazione (Stato Quotidiano); Regione Puglia, DDS n. 380/2022.